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Zucchero & Catrame

June 11, 2017
Zucchero  &  Catrame
quaranta opere storiche
di
16 June/ Giugno – 25 June/ Giugno
Momò Calascibetta-Giochi e spassi degli eroi di Comiso Park- cm.150 x 200 disegno a matita  1984
Nella splendida cornice dello Spazio Gucciardello di Vittoria si inaugura il 16 giugno 2017, in occasione  della decima edizione del “Vittoria Jazz Festival” (sotto la  direzione artistica dell’“enfant prodige” del jazz nostrano, il sassofonista Francesco Cafiso) la mostra personale di Momò Calascibetta dal titolo “ZUCCHERO & CATRAME” a cura di Luciano D’ Amico che, con una selezione di quaranta opere storiche tra dipintidisegni sculture, illustra i temi e i linguaggi cari all’artista, da sempre attento alla ricerca psicologica svelando l’inconscio, le pulsioni e i sentimenti dell’animo umano. Oggetto della sua attenzione per un relativo periodo storico è stata quella fetta di creature umane più indifese, più deboli e innocenti. In mostra infatti il ciclo di lavori inediti  de’ “ i bambini sulle strade del mondo” (anni 2004/2006) che perdendo il riferimento familiare come modello da imitare, riflettono senza mediazione le perversioni dell’attuale sistema della società moderna; un semplice atto d’accusa contro “l’homo economicus”, rivelatosi produttore di follia, esclusione, miseria, fame e ingiustizia attraverso il personalissimo codice simbolico dell’artista. Quei bambini di “ZUCCHERO”, prodotto dei trafficanti di morte che dopo 10 anni attraverseranno il nostro Mediterraneo per sbarcare in Sicilia con le loro madri bambine.
Il pittore Momò Calascibetta nel suo processo creativo parte dall’uomo e all’uomo torna con vera pietas  mettendone  in evidenza la salute o la follia mentale. La lente del suo occhio d’artista, ingrandita ed esacerbata, coglie il male che la società opulenta dell’occidente cova. Momò non sfugge a quella dolorosa analisi critica che trova e scopre nella  natura stessa dell’uomo la sua infinita sete di potere e di ricchezza, produttrice di miseria e di fame, di ingiustizia e follia.
I personaggi di potere che analizza MoMò, portano in sé i semi del bene e del male e spesso non riescono a sfuggire ai pensieri che ispirano i diavoli occidentali; divorano con cupidigia il futuro dei loro popoli e accettano di lasciare scorrere CATRAME nei vasi sanguigni dei loro cervelli. L’artista sa che le crisi economiche e le guerre sono premeditate, gestite e volute dai paesi opulenti e mai sazi e così, con la potenza della sua matita e del suo colore, rende visibili gli umili diseredati e affamati in attesa che i potenti, superbi oltre la tracotanza, vengano rovesciati dai loro troni senza aspettare l’Apocalisse. (Paola Feltrinelli)
informazioni:
artista: MoMò Calascibetta
titolo mostra: Zucchero & Catrame
Spazio espositivo: Spazio Gucciardello
a cura: di Luciano D’amico
inaugurazione: 16 giugno 2017 ore 19.00
durata:16 giugno-25 giugno 2017
indirizzo: Via Cavour 32 97019 Vittoria (RG) Italia
orario spazio espositivo:  dal martedì al sabato 19.00-23.00

 

ufficio stampa: Paola Feltrinelli  paolafeltrinelli79@gmail.com

 

Letti & Diletti

June 3, 2014
di
 
Palazzo Lucchesi
dal 7  al 30 giugno
Via Bixio 58 ang. Via dei Mille Vittoria ( RG )
“La nicchia del cane” cm.150x 120 acrilico 2000
 
In occasione del “Vittoria Jazz festival l’Area culturale Polivalente Edonè – arte viva, da un’idea di Giovanni e Livio Bosco, presenta all’interno del Giugno d’arte e cultura a Vittoria”, la mostra personale Letti & Diletti di Momo’ Calascibetta presso Palazzo Lucchesi. La mostra raggrupperà  opere  già  presentate alla galleria “Antonia  Jannone” di Milano col titolo di ” De l’amour integrate con opere recenti create appositamente per l’evento.
.…..”Rivedendo gli stessi dipinti a freddo, quando la contingenza è diventata memoria storica e al lume delle opere esposte  ora da Antonia Jannone, che trattano ”…dell’amore” ( ma non secondo Stendhal ), si percepiscono meglio altri valori- per me dominanti che fanno di Momò in primo luogo un pittore dell’immaginazione”.
Per non dire “dell’immaginario”, razza ben definita da Giuliano Briganti. E’ un’immaginazione che parte da vicino, traendo spunti da modi, tipi, caratteri, comportamenti e tic catturati dall’immediata e quasi quotidiana esperienza. Ma che subito si dilata , dilaga e vola in una dimensione – per forme e contenuti- fantastica, a volte delirante, sempre stralunata e sorprendente. Momò dice, e bisogna credergli , che quando prende in mano la matita o il pennello per inseguire un’idea non sa bene quello che fa. Le mani vanno, sono loro che portano. Sembrerebbe una ricetta surrealista. Ma non è una ricetta,  e il suo dipingere surrealista non è certo. Io lo vedo come un travaso puro e semplice- lubrificato da quel mestiere prioritario e fatto natura che impressionò Sciascia  fin dagli esordi- di un’immaginazione  in moto perpetuo, che si sbriglia senza mai perdere il filo nei più straordinari percorsi. Quardo la “Leda” per esempio, e resto prima ancora che deliziato, esterefatto. Da dove gli è arrivato questa portentosa visione?
Quest ‘estasi golosae casalinga, concentrata sotto gli occhiali tondi da miope e conclamata dal possessivo raccogliersi delle gambone, in primo piano, intorno al piacere; con quello zoccolo proiettato nell’occhio di chi chi guarda? E  quel polverio di luce che è il dio- cigno esausto, gettato come un tappeto o uno scialle a coprire le strabordanti nudità della tindaride penetrata?
Piuma per piuma: una nuvola che forse è tessuto invece di pelle di serpente, o di scaglie d’argenti chiari e bruniti….non sai se miracolo di natura o capolavoro di un mago orefice. Sei trascinato, altre volte, dall’accumulazione. E’ il caso di “ Acque gialle a Cefala Diana” , ludico tripudio di coppie e singoli nelle piscine dell’abbandonato bagno arabo-ogni figura un ritratto- avvolto e amalgamato in una luce sulfurea. Nei disegni e negli acrilici piccoli, invece, il racconto è univoco, concentrato con ilare violenza ( di cui la specie del colore è fattore portante) su una situazione a due. Una delle tele con doppia ragione si intitola “Raptus”. Ma sono tutte in verità dei “ rapimenti” dell’anima e dei sensi; deliri, brame, esplosioni dell’eros; qualche volta anche abbandoni ( sempre rapiti) alla soavità di un istante, al nettare del sentimento. Ma anche intorno ai nuclei di rappresentazione più compatti  l’immaginazione dell’artista preme ribolle morde e gioca, inserendo varianti e arricchimenti che sono personaggi in formato minore o seminascosti, da cogliere a un secondo sguardo, o magari le figure decoranti la spalliera di un letto, richiamate in vita dal momento di vita trionfante  che sogguardano. L’amore, ci dice Momò è questo. Non solo questo-come sanno poche persone fortunate- ma anche questo. E se non è proprio “questo”, certamente “è così”.
Fabrizio Dentice
Momò Calascibetta
cm.120×60
acrilico 2004
“L’amante è come il pesce, pessimo se non è fresco”
 
…..gli attori di questo dissennato carnevale sono politici e criminali, dame dell’alta società, nobili decaduti e prelati, intellettuali e artisti che tessono rapporti inconsistenti dentro una babilonia disperata che si agita tra i vortici dei giochi dell’acqua; un’ umanità vacua e disfatta, verminosa e potente, un carnevale di annoiati, vitelloni e nobili a noleggio. Menti infide e incartapecorite che mal sopportano frammenti di virtù civili nel salotto cafone e putrido della piazza siciliana. I personaggi della fontana sono attori del fuoco fatuo della mondanità e si confondono in un labirinto di umanità abortita.
Philippe Daverio
Palazzo Lucchesi
dal 7  al 30 giugno
Via Bixio 58 ang. Via dei Mille Vittoria ( RG )
tel.0932 1978627