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Vittoria Sperimenta

March 29, 2014

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Sabato 22 MARZO 2014

dalle ore 19.00  alle ore 21.00

Momò Calascibetta, Loredana Grasso, Francesco Lauretta

 

Momò Calascibetta, Loredana Grasso e Francesco Lauretta sono i protagonisti della quarta e ultima sessione di questa prima edizione di  Vittoria Sperimenta, che ha preso il via martedì 18 marzo nella sala grande al primo piano del Chiostro di Santa Maria delle Grazie, trasformato ormai stabilmente in vero e proprio atelier d’arte, crocevia di talenti ed esperienze artistiche.

La manifestazione d’arte contemporanea ideata da Giovanni Robustelli, che ne è anche il direttore artistico, e realizzata da Akash Produzioni con il patrocinio del Comune di Vittoria, ha già visto succedersi le prime tre sessioni, con la partecipazione di un totale complessivo di dieci qualificati artisti, sempre più partecipate da parte di appassionati, critici e soprattutto giovani.

Anche in questo caso gli artisti accettano di mettere in mostra il loro processo creativo: lo spettatore assiste all’intima ricerca che porta l’artista ad interpretare ciò che lo circonda e dunque a realizzare la sua opera; ciò che normalmente avviene in un atelier, qui accade in estemporanea, inaugurando una nuova forma di dialogo tra l’arte e il pubblico.

 

Anche i tre ospiti di questa settimana, dunque, saranno chiamati a realizzare un lavoro in estemporanea, con la tecnica e le dimensioni che preferiranno.

La quarta settimana di Vittoria Sperimenta – dichiara il direttore artistico di Vittoria Sperimenta Giovanni Robustelli  chiude un percorso intenso e articolato, sia per i linguaggi che per i concetti espressi in questo grande atelier temporaneo, con tre autori le cui dinamiche creative sembrano, nell’iter progettuale, molto distanti. Fracesco Lauretta ci mostra il suo ‘centro di riflessione’ in cui accade e, in questo caso, si manifesta soprattutto il pensiero e la progettazione della parola. Il suo ‘atto’ creativo si dipana tra il medium della scrittura, della parola e, non ultima, della pittura. Loredana Grasso documenta il paesaggio e la luce con la pittura, ci racconta uno spazio che proviene dal ricordo, dall’esperienza, per poi sfociare in un orizzonte astratto, mentale, unico e nuovo. Un paesaggio della cultura. Momò Calascibetta si impegna nel decifrare, scavando, uno spazio denso e ingombrato. Quello che affiora sulla superficie è un testo fitto di segni che non si limitano a manifestare le forme e le loro relazioni con lo spazio, e le ulteriori chiavi di lettura riferite all’iconografia ma, proprio per l’estrema presenza del segno, a richiamare l’attenzione proprio su di sè, sulla grafia, sulla preghiera del gesto”.

 

L’atelier di Santa Maria delle Grazie potrà essere visitato dal pubblico tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

 

Le opere prodotte saranno presentate sabato 22 marzo, a partire dalle 19, nel corso di una serata-evento, accompagnata dalle degustazioni della Strada del Vino Cerasuolo.

Gli artisti e il pubblico si confronteranno in una talk sul tema “L’editoria artistica nell’arte contemporanea”.

 

Si ringraziano il Comune di Vittoria e agli sponsor di Vittoria Sperimenta: Agriplast srl, Banca Mediolanum, Nerosicilia e Mosaicomicro, Fiera Emaia, Villa Orchidea, l’associazione Strada del vino, il ristorante Acqua e vino.

 

 

 

GLI ARTISTI

 

Momò Calascibetta

asce a Palermo. Si laurea in architettura con Gregotti e Pollini ma sceglie di dedicarsi esclusivamente alla pittura che Leonardo Sciascia la definirà “come il racconto dettagliato dell’imbestiamento di una classe di potere già sufficientemente imbestiata nella più lata avarizia e nella più lata rapacità….”. Nel 1982 si trasferisce a Milano dove nascono tematiche come “Comiso Park”,”Piazza della Vergogna”,”De l’Amour”,”Labirinto Verticale”,”Terromnia”…che troveranno spazi espositivi alla Fondazione Corrente, Fondazione Mudima,Galleria Jannone, Galleria Philippe Daverio, ed in fiere internazionali d’arte: Arte Fiera di Bologna ,MiArt, Artexpo New York Coliseum, Art Basel, Arco Fiera di Madrid.

Nel 2004 è stato ospite con le sue opere alla trasmissione Passepartout di Philippe Daverio e nel 2005 un suo grande lavoro “Il gelato di Tariq”viene utilizzato per l’allestimento del set delle nove trasmissioni estive di Passepartout.

Memorabile rimane l’esperienza dell’artista alla Biennale di Venezia del 2005 in cui, con altri curatori, organizza il Progetto “Esserci al Padiglione Italia”, evento che ha voluto lanciare un messaggio alla Biennale puntualizzando che l’arte italiana è ammorbata da una volontà dominante verso il crescente dilagare di uno sporco e corrotto mercato dell’arte americanizzato e monopolizzato da lobby finanziarie-culturali cieche ed arroganti, dove l’arte si trova sempre più mummificata in eventi e fiere varie da imbalsamatori culturali sempre più lontani dalla vita dalla società.

 

Loredana Grasso

Nata a Erice (TP) nel 1982, ha frequentato l’Accademia di belle arti di Palermo conseguendo la laurea specialistica in Pittura. Vive e lavora a Palermo. Ha esposto in mostre personali, collettive a Palermo, Italia e in Germania. Nel 2010 viene selezionata da “Premio Celeste” per la collettiva “Expectations New York” e nel 2011 è tra i finalisti del “Premio Combat Prize”.

Il suo lavoro riflette prevalentemente su situazioni ambigue e misteriose, sia quando il medium utilizzato è la pittura, sia quando le opere si espandono nello spazio come con la scultura. I diversi linguaggi, nelle molteplici forme, rivelano lo sguardo dell’artista, meditativo e ipnotico, stimolando infiniti pensieri.

Una poetica radicata nei sogni – o negli incubi – e nelle paradossalità delle esperienze che l’artista inscena; opere sempre aperte al confronto con la vita, con le sue fragilità e le nostre incertezze, elementi che diventano valore e punto di partenza verso la scoperta di altri luoghi, oltre i limiti spaziali, temporali e di pensiero.

 

Francesco Lauretta

Dopo studi tecnici, si trasferisce a Venezia e frequenta l’Accademia di Belle Arti nell’aula di Emilio Vedova. Si diploma nel 1989.

Nel 2003, dopo un breve viaggio nella sua terra d’origine, si definisce pirandellianamente pittore, e da quel momento si approfondisce il tormentato rapporto con questo medium che lo conduce oggi a definirsi un “ingegnere” ponendo l’accento non tanto sulla semplice rappresentazione quanto sulla costruzione. Tra il 2003 e il 2011 espone in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero e realizza alcuni video grotteschi, vere e proprie riflessioni sui luoghi comuni degli artisti, e sui rapporti marginali tra arte e territorio.

Nel 2007 vince il Premio Agenore Fabbri e si trasferisce a Firenze.

Nel 2010 inizia a scrivere alcune allegorie dal titolo “I racconti funesti” che spiegano l’opera della costruzione – un processo che da quel momento lo assorbe totalmente – col disegno (gli spolveri), con la pittura, con la scrittura, il video, la performance.

 

 

 

 

E-mail akashproduzioni@gmail.com
Sito Web http://www.vittoriasperimenta.it

 

addetto stampa Concetta Bonini

333 7337513

Vittoria Sperimenta

March 29, 2014

Vittoria Sperimenta

VITTORIA. Sabato 29 marzo alle ore 19.00 il vernissage della mostra 

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La sperimentazione si è chiusa con tre ospiti speciali: Momò Calascibetta (in foto), Loredana Grasso, Francesco Lauretta

SICILIA – VITTORIA (RG) – La sperimentazione non è ancora finita. Sabato 29 marzo, infatti, dalle ore 19 alle ore 21, nello splendido spazio al primo piano del Chiostro di Santa Maria delle Grazie, sarà inaugurata la mostra di Vittoria Sperimenta, che vedrà in esposizione tutte le opere prodotte in questi due mesi dai tredici artisti ospiti (Ilde Barone, Giulio Catelli, Salvo Catania Zingali, Carmelo Candiano, Giuseppe Colombo, Giovanni La Cognata, Giovanni Blanco, Carlo e Fabio Ingrassia, Piero Zuccaro, Momò Calascibetta, Loredana Grasso, Francesco Lauretta).
I due mesi si sono conclusi con una settimana speciale, che ha visto ospiti Momò Calascibetta, Loredana Grasso, Francesco Lauretta.
“Chiudiamo queste quattro settimane – ha commentato il direttore artistico Giovanni Robustelli – e lo vogliamo fare con le parole delle persone che sono venute. Proprio durante gli ultimi giorni, una signora, una di quelle che rappresentano il pubblico tradizionale delle mostre e che sono state incuriosite dal nostro esperimento, ci ha detto che questa manifestazione lascerà un segno nella storia della cultura di questa città, un segno che serve da concime per le nuove generazioni. Ed è vero, perché per raccontare di questa esperienza potremmo anche usare le parole dei bambini, la sorpresa dell’entusiasmo, la loro curiosità e meraviglia, tutte cose che dovrebbero farci riflettere sul valore che può assumere il linguaggio artistico nella formazione dei bambini. Il risultato finale è stato esattamente quello che ci aspettavamo: possiamo dire di aver raggiunto i nostri obiettivi”.
“E’ stata un’esperienza strabiliante anche dal punto di vista umano – aggiunge Ivano Fachin, presidente dell’associazione Akash -, un’occasione unica di incontrare universi, culture, filosofie e tecniche, una carica di energia e di curiosità senza paragoni. Se il nostro pubblico ha avuto modo di cogliere anche una piccola parte di quello che noi abbiamo vissuto ogni giorno, possiamo essere orgogliosi del risultato”.
E gli artisti stessi, confermano il valore di questa formula – innovativa e per certi versi provocatoria – proposta da Vittoria Sperimenta.
“La rassegna – commenta uno degli artisti ospiti dell’ultima sessione, Momò Calascibetta – ha voluto offrire al pubblico la visione della nascita in diretta di un’ opera d’arte nei suoi aspetti più intimi e sconosciuti. Già il mondo contemporaneo artistico nega la concreta possibilità diincontri-scontri tra gli stessi operatori del settore. Rimpiango il tempo storico in cui poteva verificarsi un incontro dilaniante e tragico come quello tra Van Gogh e Gaugin, artisti che partoriscono le loro opere per la loro intrinseca necessità d’esistere. I miei lavori nascono in assoluta solitudine. Rare volte accetto esperienze di questo tipo ma  questa volta  galeotto è stato l’ incontro a Milano con  Giovanni Robustelli. L’ambiente fisico ed umano in cui si è svolta la rassegna ha rispettato  i canoni della bellezza e dell’armonia creando un habitat confortevole in cui ogni artista ha potuto ben lavorare anche se non  è stato per me facile sentire nei nostri spazi lo scorre curioso e parlante del pubblico visitatore che qui…lo si voleva comunque agente”.
“Ho lasciato un silenzio muto e ho ritrovato una forte cassa di risonanza – ha aggiunto Loredana Grasso –, quasi una nuova, bella e grande famiglia. Mi porterò via l’esperienza di avere incontrato delle persone straordinarie e non solo. L’artista è abituato a una forma di solitudine incredibile e qui ho riscoperto invece il silenzio della presenza, il privilegio di avere a fianco persone che riescono a stimolarti anche senza fare nulla. Con i bambini, poi, è stata un’esperienza straordinaria: un momento in cui mi sono sentita davvero me stessa, dati anche alcuni dei miei linguaggi precedenti, e in loro mi sono riflessa come in uno specchio”.
“La cosa bella, al di là del lavoro – ha detto infine Francesco Lauretta, che qui è arrivato con una poltrona, i suoi libri e i suoi dischi -, è che si incontrano persone di una generosità straordinaria, dagli artisti al pubblico. Sono momenti incredibili per raccontarsi e ascoltare e conoscere il racconto degli altri. Mi sono portato le mie cose perché il pittore non è tutto quello che sono: la pittura è l’atto finale di un processo di ricerca che ho voluto portare per intero. Ed è stato un momento per verificare ancora una volta che questo è davvero un lavoro benedetto”.
L’appuntamento è dunque per il 29 marzo, per poter ammirare le opere prodotte durante questa prima edizione.

March 7, 2014

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